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Рассказ «Мистер и миссис Эллиот» (Il signor Elliot e signora) на итальянском языке

Рассказ «Мистер и миссис Эллиот» (Il signor Elliot e signora) на итальянском языке – читать онлайн, автор – Эрнест Хемингуэй. Полный список рассказов, повестей, романов и т.д. разных писателей можно найти в разделе «Книги на итальянском».

Любителям итальянского кино будет интересен раздел «Фильмы и видеоуроки на итальянском языке».

Для тех, кого интересует изучение итальянского языка с преподавателем, подробная информация есть на странице «Итальянский по скайпу».

 

Теперь возвращаемся к чтению рассказа «Мистер и миссис Эллиот» (Il signor Elliot e signora) на итальянском языке, который написал Эрнест Хемингуэй.

 

Capitolo IX

 

Il primo matador ricevette la cornata nella mano destra e la folla lo fischiò. Il secondo matador scivolò e il toro lo prese nella pancia e lui si tenne attaccato al corno con una mano mentre si premeva l'altra sul ventre, e il toro lo sbatté rumorosamente contro la barrera e il corno si sfilò e lui giacque nella sabbia, e poi si alzò come un ubriaco e cercò di percuotere gli uomini che lo portavano via e urlò che gli portassero la spada, ma perse i sensi.

Il ragazzo avanzò nell'arena e doveva ammazzare cinque tori perché i matadores non possono essere più di tre, e all'ultimo toro era così stanco che non riusciva a infiggere la spada. Riusciva appena ad alzare il braccio. Cinque volte ci provò e la folla taceva perché era un toro in gamba e sembrava che non ci fosse altra scelta, o lui o il toro, e poi finalmente il ragazzo ce la fece. Cadde a sedere nella sabbia e vomitò e gli tennero sopra una cappa mentre la folla urlava e lanciava oggetti nell'arena.

 

Il signor Elliot e signora

 

Il signor Elliot e la signora Elliot ce la misero tutta per avere un bambino. Fecero tutti i tentativi che la signora Elliot poté sopportare. Ci provarono a Boston, dopo il matrimonio, e ci provarono sul piroscafo, durante la traversata. Sul piroscafo non fecero molti tentativi, perché la signora Elliot aveva il mal di mare. Stava male, e quando stava male stava male come stanno male le donne del Sud.

Cioè le donne che vengono dalle regioni meridionali degli Stati Uniti. Come tutte le donne del Sud, la signora Elliot si disintegrava molto in fretta quando aveva il mal di mare, quando viaggiava di notte e quando doveva alzarsi troppo presto la mattina. Molti dei passeggeri la scambiavano per la madre di Elliot. Altri che sapevano che erano marito e moglie credevano che aspettasse un bambino. In realtà lei aveva quarant'anni. Era invecchiata di colpo quando aveva cominciato a viaggiare.

Sembrava assai più giovane, sembrava anzi assolutamente senza età, quando Elliot l'aveva sposata, dopo aver fatto l'amore con lei per parecchie settimane. Allora la conosceva già da un pezzo per averla incontrata - prima di baciarla, una sera - nella sua sala da tè.

Hubert Elliot stava studiando legge a Harvard, quando si sposò. Era un poeta con un reddito di circa diecimila dollari l'anno. Scriveva molto in fretta lunghissime poesie. Aveva venticinque anni e non era mai andato a letto con una donna, quando sposò la signora Elliot.

Voleva mantenersi puro per poter offrire a sua moglie la stessa purezza di spirito e di corpo che pretendeva da lei. Tra sé definiva questa scelta vivere rettamente. Prima di baciare la signora Elliot era stato innamorato di varie ragazze, alle quali diceva sempre, prima o poi, di aver condotto una vita intemerata. Quasi tutte le ragazze si stancavano di lui. Lui era scandalizzato e francamente inorridito dal modo in cui le ragazze prima si fidanzavano e poi sposavano uomini dei quali dovevano benissimo sapere che si erano voltolati nel fango. Una volta aveva cercato di mettere una ragazza di sua conoscenza in guardia contro un uomo del quale aveva quasi le prove che al college era stato un mascalzone, e ne era derivato uno spiacevolissimo incidente.

Il nome di battesimo della signora Elliot era Cornelia. Gli aveva insegnato a chiamarla Calutina, che era il vezzeggiativo datole in famiglia, nel Sud. Sua madre pianse quando il signor Elliot portò a casa Cornelia dopo il matrimonio, ma si rasserenò moltissimo quando seppe che stavano per trasferirsi all'estero.

Cornelia aveva detto: «Caro ragazzo, come sei dolce», e lo aveva tenuto stretto più che mai, quando lui le aveva detto che si era serbato incorrotto per lei. Anche Cornelia lo era. «Baciami ancora così» disse.

Hubert le spiegò di aver appreso quel modo di baciare dalla storiella raccontata, una volta, da un amico. Era entusiasta dell'esperimento, di cui perfezionarono tutti i possibili sviluppi.

Certe volte, quando avevano passato molto tempo a baciarsi, Cornelia lo pregava di ripeterle che si era tenuto assolutamente integro per lei. Quella dichiarazione la spingeva sempre a ricominciare.

Hubert, all'inizio, non pensava di sposare Cornelia. Non l'aveva mai vista in quella luce. Era stata un'amica tanto cara, e poi un giorno nel piccolo retrobottega della sala da tè avevano ballato alla musica del grammofono mentre la sua amica stava nella sala e lei lo aveva guardato negli occhi e lui l'aveva baciata. Hubert non riusciva mai a ricordare quando, esattamente, fosse stato deciso che dovevano sposarsi. Ma si erano sposati.

Passarono in un albergo di Boston la prima notte della luna di miele. Fu una delusione per entrambi, ma alla fine Cornelia prese sonno. Hubert non riusciva a dormire e uscì parecchie volte a passeggiare su e giù per il corridoio dell'albergo nel suo accappatoio Jaeger nuovo comprato apposta per il viaggio di nozze.

Mentre passeggiava vide tutte quelle paia di scarpe, piccole e grandi, davanti alle porte delle stanze. Quella vista gli diede un tuffo al cuore, e allora Hubert si affrettò a tornare in camera sua, ma Cornelia dormiva. Non voleva svegliarla, e presto tutto fu di nuovo tranquillo, e Hubert dormì pacificamente.

Il giorno dopo andarono a far visita a sua madre, e quello successivo s'imbarcarono per l'Europa. Si poteva cercare di avere un bambino, ma Cornelia non poteva provarci troppo spesso, anche se un bambino era quello che desideravano più di ogni altra cosa al mondo.

Sbarcarono a Cherbourg e vennero a Parigi. A Parigi cercarono di avere un bambino. Poi decisero di andare a Digione, dove c'era una scuola estiva e dov'erano andati molti dei passeggeri che avevano fatto la traversata con loro. Scoprirono che a Digione non c'era niente da fare. Hubert, però, stava scrivendo un mucchio di poesie e Cornelia gliele batteva a macchina. Erano tutte poesie molto lunghe.

Hubert era severissimo in fatto di errori e se c'era un solo errore le faceva ricopiare tutta la pagina.

Cornelia piangeva spesso, e prima di lasciare Digione cercarono parecchie volte di avere un bambino.

Vennero a Parigi, dove fecero ritorno anche la maggior parte degli amici che si erano fatti sulla nave. Si erano stancati di Digione, e ora comunque avrebbero potuto dire che, dopo aver lasciato Harvard o la Columbia o Wabash, avevano studiato all'università di Digione, giù nella Côte d'Or. Molti di loro avrebbero preferito andare in Linguadoca, a Montpellier o a Perpignan, ammesso che vi siano delle università. Ma tutti quei luoghi sono troppo lontani. Digione è a sole quattro ore e mezzo da Parigi e sul treno c'è un vagone ristorante.

Così sedettero tutti in cerchio al Café du Dôme, evitando la Rotonde sull'altro marciapiede perché è sempre così piena di forestieri, per qualche giorno, e poi gli Elliot, grazie a un annuncio sul New York Herald, affittarono un castello in Turenna.

Elliot aveva ormai parecchi amici che ammiravano tutti le poesie e la signora Elliot lo aveva persuaso a far giungere da Boston la sua amica, quella che quel giorno era rimasta nella sala da tè. La signora Elliot diventò molto più allegra, dopo l'arrivo della sua amica, e insieme si facevano tanti bei pianti. L'amica aveva parecchi anni più di Cornelia e la chiamava tesoro. Veniva anche lei da una vecchissima famiglia del Sud.

Tutt'e tre, con certi amici di Elliot che lo chiamavano Hubie, si trasferirono nel castello in Turenna.

Scoprirono che la Turenna era una regione caldissima e pianeggiante che somigliava molto al Kansas.

Elliot aveva ormai abbastanza poesie per un libro. Voleva farlo uscire a Boston e aveva già stipulato il contratto, e spedito l'assegno a un editore.

In breve gli amici cominciarono a tornarsene a Parigi. La Turenna si era rivelata diversa da quello che sembrava all'inizio. Presto tutti gli amici avevano seguito un poeta ricco, giovane e scapolo in una stazione balneare vicino a Trouville. Erano tutti molto felici.

Elliot rimase nel castello della Turenna perché lo aveva preso per tutta l'estate. Lui e la signora Elliot cercarono con molto impegno di avere un bambino nel grande letto duro della grande camera da letto soffocante. La signora Elliot stava imparando a scrivere a macchina col sistema della dattilografia a tastiera cieca, ma scoprì che quel sistema, mentre aumentava la velocità, le faceva commettere più errori. Adesso era l'amica che batteva a macchina praticamente tutti i manoscritti. Era molto precisa ed efficiente e sembrava che ne traesse un gran diletto.

Elliot aveva preso l'abitudine di bere vino bianco e viveva appartato nella sua stanza. Durante la notte scriveva un mucchio di poesie e la mattina aveva un'aria assolutamente esausta. La signora Elliot e l'amica ora dormivano insieme nel gran letto medievale.

Facevano, insieme, tanti bei pianti. La sera cenavano tutti insieme nel giardino sotto un platano e spirava il vento caldo del tardo pomeriggio ed Elliot beveva vino bianco e la signora Elliot faceva conversazione con l'amica e tutti erano molto felici.

 

Остальные рассказы, которые написал Эрнест Хемингуэй, а также много других литературных произведений разных жанров можно читать онлайн в разделе «Книги на итальянском языке».

 

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