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Рассказ «Доктор и его жена» (Il dottore e la moglie del dottore) на итальянском языке

Рассказ «Доктор и его жена» (Il dottore e la moglie del dottore) на итальянском языке – читать онлайн, автор – Эрнест Хемингуэй.

Другие рассказы, которые написал Эрнест Хемингуэй, а также много разной литературы на итальянском языке можно читать онлайн в разделе «Книги на итальянском».

Тем, кто изучает итальянский язык по фильмам и видеоурокам, будет интересен раздел «Фильмы и видеоуроки на итальянском языке».

Для тех, кто хочет учить итальянский язык с преподавателем, подробная информация есть в разделе «Итальянский по скайпу».

 

Теперь переходим к чтению рассказа «Доктор и его жена» (Il dottore e la moglie del dottore) на итальянском языке, автор – Эрнест Хемингуэй.

 

Capitolo II

 

I minareti spuntavano da Adrianopoli, sotto la pioggia, oltre i pantani. Per cinquanta chilometri lungo la strada di Karaagaç c'era un ingorgo di carri. Bufali indiani e altri animali tiravano i carri nel fango. Senza fine e senza principio. Semplici carri, carichi di tutto ciò che possedevano. I vecchi e le donne, bagnati fino alle ossa, gli camminavano al fianco tenendo le bestie in movimento. Le acque gialle e impetuose del Mariza arrivavano quasi fino al ponte.

Sul ponte c'era un ingorgo di carri, con i cammelli che passavano ballonzolando tra i veicoli. La cavalleria greca spingeva avanti il corteo. Donne e bambini giacevano nei carri, rannicchiati tra materassi, specchi, macchine da cucire, fagotti. C'era una donna che stava partorendo con una ragazza che le teneva una coperta sopra e piangeva. Spaventata da morire da quello che vedeva. Piovve per tutta l'evacuazione.

 

Il dottore e la moglie del dottore

 

Dick Boulton venne dal campo indiano a spaccar legna per il padre di Nick. Portò con sé il figlio Eddy e un altro indiano, un certo Billy Tabeshaw. Uscirono dal bosco ed entrarono dal cancello posteriore, Eddy con la sega diritta a due mani sulle spalle. Gli dondolava sulla spalla e mentre lui camminava emetteva un suono musicale. Billy Tabeshaw portava due grosse leve a uncino. Dick aveva tre asce sottobraccio.

Si voltò e chiuse il cancello. Gli altri proseguirono davanti a lui fino alla riva del lago dove i tronchi erano sepolti nella sabbia.

I tronchi si erano staccati dai grandi carichi che il vaporetto Magic rimorchiava lungo il lago fino alla segheria. Le onde li avevano gettati sulla spiaggia e se nessuno li avesse toccati prima o poi gli uomini del Magic sarebbero venuti a riva con una barca a remi, avrebbero rintracciato i tronchi, avrebbero piantato un chiodo di ferro con un anello in fondo a ciascuno di essi e poi li avrebbero rimorchiati nel lago per fare un nuovo carico. Ma poteva anche darsi che i boscaioli non venissero mai a cercarli, perché pochi tronchi non valevano il costo degli uomini che ci sarebbero voluti per ricuperarli. E se nessuno fosse venuto a prenderli, sarebbero rimasti a infradiciarsi e a marcire sulla spiaggia.

Il padre di Nick faceva sempre la supposizione che le cose sarebbero andate così, e incaricava gli indiani di scendere dal campo e di fare a pezzi i tronchi col segone e di spaccarli con un cuneo per farne legna da ardere per il focolare all'aperto. Dick Boulton girò intorno al cottage e scese al lago. C'erano quattro grossi tronchi di faggio quasi sepolti nella sabbia. Eddy appese la sega per uno dei manici alla biforcazione di un albero. Dick depose le tre asce sul pontile. Dick era un mezzosangue e molti agricoltori della zona in realtà lo credevano un bianco. Era molto pigro ma un gran lavoratore, una volta che aveva cominciato. Trasse di tasca un pezzo di tabacco, ne staccò una boccata con un morso e disse qualcosa in ojibway a Eddy e Billy Tabeshaw.

Affondarono in uno dei tronchi gli uncini delle loro leve e spinsero per svellerlo dalla sabbia. Si abbandonarono con tutto il loro peso sui manici delle leve. Il tronco si mosse nella sabbia.

Dick Boulton si girò verso il padre di Nick.

- Be', Doc, - disse, -un bel mucchio di legname che ha rubato.

- Non parlare così, Dick, - disse il dottore. -È legna portata dalla corrente.

Eddy e Billy Tabeshaw avevano dissepolto il tronco dalla sabbia bagnata e lo stavano rotolando verso l'acqua.

- Mettetelo dentro, - gridò Dick Boulton.

- Perché lo fai? - chiese il dottore.

- Per lavarlo. Per togliere la sabbia e non rovinare la sega. Voglio vedere di chi è, - disse Dick.

Il tronco galleggiava nel lago, a fior d'acqua. Eddy e Billy Tabeshaw si appoggiarono alle loro leve a uncino, sudando sotto il sole. Dick s'inginocchiò nella sabbia e guardò il segno lasciato dal punzone del misuratore nel legno in fondo al tronco.

- È di White e Mcnally, - disse, raddrizzandosi e spolverandosi i calzoni sulle ginocchia. Il dottore sembrava molto a disagio.

- Allora è meglio che non lo seghi, Dick, - disse, bruscamente.

- Non se la prenda, Doc, - disse Dick. -Non se la prenda. Non m'interessa a chi ruba. Non sono affari miei.

- Se credi che i tronchi siano rubati, lasciali stare e ripòrtati al campo gli arnesi, - disse il dottore. La sua faccia era rossa.

- Non la prenda male, Doc, - disse Dick. Sputò sul tronco quel sugo di tabacco, che scivolò via, dileguandosi nell'acqua. -Lo sa bene quanto me, che sono rubati. Solo che a me non importa niente.

- Va bene. Se credi che i tronchi siano rubati, prendi la tua roba e vattene.

- Senta, Doc…

- Prendi la tua roba e vattene.

- Su, Doc…

- Chiamami ancora Doc e ti faccio ingoiare i canini.

- Oh, no. No, Doc.

Dick Boulton guardò il dottore. Dick era un omone e sapeva di esserlo. Gli piaceva fare a botte. Era tutto contento. Eddy e Billy Tabeshaw si appoggiavano alle loro leve a uncino e guardavano il dottore. Il dottore si morse la barba sul labbro inferiore e guardò Dick Boulton. Poi girò sui tacchi e si avviò su per la salita, verso il cottage. Dalla schiena si capiva che era arrabbiatissimo. Tutti lo videro salire fino in cima e sparire dentro il cottage.

Dick disse qualcosa in ojibway. Eddy rise, ma Billy Tabeshaw aveva una faccia molto seria. Non capiva l'inglese, ma aveva sudato per tutta la durata dello scontro. Era grasso e aveva dei baffi radi da cinese. Raccolse le due leve a uncino. Dick prese le asce e Eddy staccò dall'albero la sega. S'incamminarono per andarsene e passarono davanti al cottage e uscirono nel bosco dal cancello posteriore. Dick lasciò il cancello aperto. Billy Tabeshaw tornò indietro e lo chiuse.

Sparirono nel bosco.

Nel cottage il dottore, seduto sul letto in camera sua, vide un mucchio di riviste mediche sul pavimento vicino al cassettone. Erano nelle loro fascette ancora da aprire. Questo lo irritò.

- Non torni al lavoro, caro? - chiese la moglie del dottore dalla stanza dov'era coricata con le tendine abbassate.

- No!

- È successo qualcosa?

- Ho avuto una discussione con Dick Boulton.

- Oh, - disse sua moglie. -Spero che tu non abbia perso le staffe, Henry.

- No, - disse il dottore.

- Colui che domina il suo spirito è più grande di colui che conquista una città. Ricordalo, - disse sua moglie. Era una seguace della Scienza Cristiana. La sua Bibbia, la sua copia di Science and Health e il suo Quarterly erano su un tavolino accanto al letto nella stanza oscurata.

Suo marito non rispose. Era seduto sul suo letto, adesso, e stava pulendo un fucile da caccia. Riempì il caricatore di pesanti cartucce gialle e le fece saltar fuori di nuovo. Erano sparse sul letto.

- Henry, - chiamò sua moglie. Poi fece un momento di pausa. -Henry!

- Sì, - disse il dottore.

- Non avrai detto a Boulton qualcosa per farlo arrabbiare, eh?

- No, - disse il dottore.

- Perché avete litigato, caro?

- Nulla d'importante.

- Dimmi, Henry. Per favore, non cercare di nascondermi qualcosa. Perché avete litigato?

- Be', Dick mi deve un mucchio di quattrini perché ho guarito dalla polmonite la sua squaw, e immagino volesse attaccar briga per non dovermi ripagare lavorando.

Sua moglie tacque. Il dottore pulì accuratamente il fucile con uno straccio. Tornò a inserire le cartucce, contro la molla del caricatore. Restò seduto col fucile sulle ginocchia. Gli era molto affezionato. Poi udì la voce di sua moglie venire dal buio della stanza.

- Caro, non credo, non credo proprio che uno farebbe mai una cosa simile.

- No? - disse il dottore.

- No. Davvero non posso credere che uno farebbe intenzionalmente una cosa del genere.

Il dottore si alzò in piedi e mise il fucile nell'angolo dietro la toeletta.

- Esci, caro? - disse sua moglie.

- Credo che andrò a fare due passi, - disse il dottore.

- Se vedi Nick, caro, vuoi dirgli che sua madre ha bisogno di vederlo? - disse sua moglie. Il dottore uscì sulla veranda. La porta sbatté alle sue spalle.

Quando la porta sbatté, il dottore sentì sua moglie trattenere il respiro.

- Scusa, - disse, davanti alla sua finestra con le tendine tirate.

- Di niente, caro, - disse lei.

Nella canicola il dottore uscì dal cancello e si avviò lungo il sentiero che s'inoltrava nell'abetaia. Anche in una giornata così calda, nel bosco faceva fresco. Trovò Nick che stava leggendo, seduto con la schiena contro un albero.

- Tua madre vuole che tu vada da lei, - disse il dottore.

- Io voglio venire con te, - disse Nick. Suo padre abbassò lo sguardo a lui.

- Va bene. Vieni, allora, - disse suo padre. -Dammi quel libro, lo metterò in tasca.

- Io so dove sono gli scoiattoli neri, papà, - disse Nick.

- Bene, - disse suo padre. -Andiamoci.

 

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