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Рассказ «В порту Смирны» (Sul molo di Smirne) на итальянском языке

Рассказ «В порту Смирны» (Sul molo di Smirne) на итальянском языке – читать онлайн, автор книги – Эрнест Хемингуэй.

Другие рассказы, которые написал Эрнест Хемингуэй, а также много разных литературных произведений на итальянском языке можно читать онлайн в разделе «Книги на итальянском».

Тем, кто изучает итальянский язык по фильмам и видеоурокам, будет интересен раздел «Фильмы и видеоуроки на итальянском языке».

Для тех, кто хочет учить итальянский язык с преподавателем, подробная информация на странице «Итальянский по скайпу».

 

Теперь переходим к чтению рассказа «В порту Смирны» (Sul molo di Smirne) на итальянском языке, автор – Эрнест Хемингуэй.

 

Sul molo di Smirne

 

Lo strano era, disse, come urlavano ogni notte a mezzanotte. Non so perché urlassero a quell'ora. Noi eravamo nel porto e loro erano tutti sulla banchina e a mezzanotte si mettevano a urlare. Per calmarli, gli puntavamo addosso il riflettore. Riusciva sempre.

Andavamo su e giù due o tre volte col fascio di luce del riflettore, e loro smettevano. Una volta ero ufficiale superiore sulla banchina e un ufficiale turco mi si avvicinò, fuori di sé dall'ira perché uno dei nostri marinai aveva tenuto nei suoi riguardi un atteggiamento assai oltraggioso. Gli dissi allora che l'uomo sarebbe stato rimandato a bordo e punito con la massima severità. Gli chiesi di indicarmelo. Allora lui indicò un sottocapo cannoniere, il più inoffensivo degli uomini. Disse che lo aveva insultato, ripetutamente e nel modo più terribile; parlandomi con l'aiuto di un interprete.

Non riuscivo a immaginare come il sottocapo cannoniere potesse sapere abbastanza il turco per essere offensivo. Lo chiamai e dissi:

- E nel caso tu abbia rivolto la parola a qualche ufficiale turco….

- Non ho rivolto la parola a nessun ufficiale, signore.

- Ne sono perfettamente convinto, - dissi, - ma sarà meglio che tu vada sulla nave e non rimetta piede a terra per il resto della giornata.

Poi dissi al turco che l'uomo veniva mandato a bordo della nave e che sarebbe stato trattato nel modo più severo. Oh, col massimo rigore. Lui ne fu soddisfattissimo. Amiconi, diventammo.

La cosa peggiore, disse, erano le donne con i bambini morti. Non riuscivi a convincere le donne a consegnare i bambini morti. Se li tenevano anche per sei giorni. Non li consegnavano. Non c'era niente da fare. Alla fine bisognava portarglieli via. Poi c'era una vecchia, un caso veramente eccezionale. Lo raccontai a un dottore e lui disse che mentivo. Stavamo sgombrando la banchina, bisognava portar via i morti, e questa vecchia era distesa su una specie di pagliericcio.

Dissero: «Vuol darle un'occhiata, signore?».

Così le diedi un'occhiata e proprio in quel momento lei morì, irrigidendosi completamente. Proprio come se fosse morta durante la notte. Era morta stecchita e assolutamente rigida. Ne parlai a un amico medico e lui mi disse che era impossibile.

Erano tutti là sulla banchina e non sembrava affatto un terremoto o una cosa del genere perché coi turchi non si sapeva mai. Non si sapeva mai cos'avrebbe combinato il vecchio turco. Ricordate quando ci ordinarono di non venire a prenderne degli altri? Io ero spaventato quel mattino che arrivammo. Lui aveva un'infinità di batterie e avrebbe potuto colarci a picco. Noi saremmo entrati in porto, avremmo rasentato la banchina, gettato le ancore di poppa e di prua e cannoneggiato il quartiere turco della città. Loro ci avrebbero colato a picco, ma noi avremmo semplicemente raso al suolo la città. Spararono solo due o tre colpi a salve mentre entravamo in porto. Venne giù Kemal e cacciò via il comandante turco. Per abuso di comando o qualcosa del genere. Si era un tantino sopravvalutato.

Sarebbe stato un disastro indescrivibile.

Ricorderete il porto. Era pieno di belle robe galleggianti. Quella fu l'unica volta in vita mia che arrivai al punto di sognarmele di notte. Le donne che partorivano facevano meno impressione di quelle con i bambini morti. Partorivano senza problemi. Straordinario come ne morissero pochi. Gli buttavi addosso qualcosa e lasciavi che se la sbrigassero da sé. Per partorire sceglievano sempre l'angolo più buio della stiva. Non gliene importava più niente, una volta lasciata la banchina.

Anche i greci erano dei bei tipi. Quando evacuarono la zona avevano tutte queste bestie da soma che non potevano portarsi dietro e allora gli spezzavano le zampe anteriori e le gettavano nell'acqua bassa.

Tutti quei muli con le zampe rotte scaraventati nell'acqua bassa. Era una storia davvero simpatica.

Proprio simpatica, sì, parola mia.

 

Остальные рассказы, которые написал Эрнест Хемингуэй, можно читать онлайн в разделе «Книги на итальянском языке».

 

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